Piani individuali di risparmio (PIR)

Senza il peso delle tasse, i tuoi investimenti volano più in alto.
Scopri i fondi Anima Crescita Italia e Anima Iniziativa Italia*.

I PIR

Senza il peso delle tasse, i tuoi investimenti volano più in alto.

I Piani Individuali di Risparmio (PIR) sono una nuova opportunità di investimento, che offre un importante incentivo fiscale ai risparmiatori che punteranno sulle imprese italiane. Puoi investire in un prodotto PIR fino a 30 mila euro all’anno fino a un totale di 150mila euro. Come cogliere questa opportunità? ANIMA ha creato due fondi ad hoc.

I FONDI

Perché scegliere Anima Crescita Italia e Anima Iniziativa Italia

Investimento nelle imprese italiane
Azzeramento delle imposte dal 5° anno**
Gestione professionale e diversificata

Che cosa sono

Anima Crescita Italia e Anima Iniziativa Italia sono i fondi di investimento studiati da ANIMA per cogliere i vantaggi dei nuovi Piani Individuali di Risparmio (PIR). Anima Crescita Italia è il primo fondo Pir autorizzato in Italia, un fondo bilanciato obbligazionario con componente azionaria media del 30%.
Anima Iniziativa Italia è invece un fondo azionario Italia, specializzato in particolare sulle società italiane con bassa e media capitalizzazione

Composizione benchmark

Anima Crescita Italia
Anima Iniziativa Italia

LE AGEVOLAZIONI FISCALI

Come funziona l'agevolazione fiscale?

Gli investimenti PIR effettuati da persone fisiche residenti in Italia, se detenuti per almeno 5 anni consentono l’esenzione dalle imposte sugli eventuali redditi da capitale, che oggi arrivano al 26%. Ciascuna persona fisica può essere titolare di un solo piano di risparmio nel corso della sua vita e vi può investire fino a 30mila euro all’anno, fino a un totale di 150mila euro.

  • Tratto dal Corriere Economia del 10/01/17

I VINCOLI

Che vincoli agli investimenti prevede la normativa PIR?

Occorre investire almeno il 70% in titoli, azionari e obbligazionari, emessi da imprese italiane o europee con stabile organizzazione nel nostro Paese. Inoltre, almeno il 21% del portafoglio deve essere costituito da titoli emessi da imprese non presenti nell’indice FTSE MIB, in altri termini emessi da società a media e bassa capitalizzazione. Il restante 30% del portafoglio non ha vincoli.